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Ed eccoci alla vigilia della partenza. Come al solito le valige dovranno aspettare l’ultimo minuto.

Questa mattina ho oltrepassato ogni limite di sopportazione perchè NON E’ POSSIBILE CHE ALLE 6,30, quasi ogni giorno, LA MIA VICINA DI CASA ESTIVA (che è di Roma ma l’estate viene a prendere il fresco nella casa davanti la mia giusto per rompere le palle a me l’unico mese in cui sto a casa) inizi a mettere a tutto volume canzoni e stornelli tipo quella che fa “zumpa zumpa li peli peli bianchi… spara li cavalli zumpappà” (non so manco se sono queste le parole) e poi ci canta pure sopra. E lei sarebbe quella che si lamenta se dalle 14,00 alle 16,00 i bambini fanno confusione, perchè a Roma si rispetta il silenzio a quell’ora, quì no ed è una vergogna! (minaccia di chiamare i carabinieri se i ragazzini fanno caciara dopo pranzo) …perchè invece sentirsi alle 6 della mattina cantare “li peli bianchi” è una delizia… soprattutto per chi cerca un po’ di riposo per quel poco che sta a casa…

Checchinella (questo è il suo soprannome) passa tutta la giornata, e dico tutta, ad urlare (si perchè il suo non è un normale discorrere ma un gridare) e c’ha pure le altre bacucchette che le danno retta.

Batte addirittura Marcella (l’altra vicina dalle mille orecchie e dalle 40 ugole)… e per farlo posso assicurarvi che ce ne vuole! (Non la supera però nel sapere i ca**i di tutti… il primato rimane intoccabile, basti sapere che Marcella anni fa fece una classifica dei petomani più attivi del mio vicolo e una volta stilata ne volle rendere partecipe mia madre…)

Così a me che studio con la finestra della camera aperta, dall’orecchio destro entrano urla/canzoni/pettegolezzi da fare invidia ad Alfonso Signorini, dall’altro varie nozioni accademiche…

E per di più pensavo ingenuamente: “vabbè che altre tre settimane e poi me ne torno a Viterboland e non la dovrò più abbozzare…” MACCHE’! Sapete cosa ha detto Checchinella alla signora Pancia (è un cognome non un soprannome) l’altro giorno? “…non vedo l’ora che venga settembre che me ne vado alle Terme dei Papi a Viterbo a fare inalazioni e cure termali… vieni pure tu no? Prendiamo il trenino a San Pietro…” CHE COSA???????

E’ UN’OSSESSIONE

Ieri sera con la Pansè e Veronica siamo andate a sentire una performance di un certo Paolo Paniccia (il nome non ci è nuovo…) che si è esibito sul palco con le note di “Wild world” di Cat Stevens. Da sottolineare lo “yeah” finale degno del titolo di “rivelazione sezzicola dell’anno”.

Con tutto ciò mi sto preparando alla solenne entrata in quel di Avignone… una degna madre badessa come me dovrebbe essere trattata con i dovuti riguardi in una simile contrada…

Naturalmente in Francia non ci arriverò a piedi ma a bordo della mia giovanissima macchina che ha appena 2 mesi.

E’ una nuova Croma e dovete sapere che in questo viaggio ne verranno messe in esame le prestazioni.

Il discorso da fare sarebbe lungo.

Tutto parte da mio padre (che per forma mentis è il mio contrario). Lui, appassionato di matematica, fisica, che dice che con i numeri ci si gioca (mah! io saprei giocarli giusto al lotto…) da buon economista ha sempre sostenuto che si deve comprare il “made in italy”, prima di tutto rispetto all’acquisto delle macchine.

Così sin dai tempi in cui si sposò (ma anche prima) a casa mia sono passati tutti i tipi di FIAT: dalla 500 alla Uno, dalla Punto alla nuova Punto, dalla Stilo alla nuova Croma.

Sì perchè (e in modo particolare nel periodo in cui la FIAT era in piena crisi) le sorti della famiglia Agnelli (e dunque dell’economia italiana), secondo mio padre si dovrebbero risollevare sulle spalle della famiglia Paniccia.

Ora, i veri agnelli della situazione siamo stati: io, mia madre e mio fratello che ci siamo dovuti subire macchine di cui spesso non condividevamo l’aspetto estetico.

Naturalmente ogni nostra FIAT non ha potuto scampare ad una classificazione familiare.

La più antipatica ad impatto è stata sicuramente la Stilo. Bruttina (anche se devo dire che si guida veramente bene e non l’avrei scambiata con alcun’altra macchina per guidabilità), è stata ribattezzata “Rana zoppa” perchè la parte posteriore, con le ruote inserite in quel modo, dava proprio l’idea di “anfibio” da stagno, caratteristica che però non si ripeteva nella parte anteriore.

Altro soprannome della Stilo è stato “la reliquia” perchè mio padre ci si era talmente affezionato che non si poteva toccare, se starnutivi dovevi stare attenta perchè sennò ci poteva uscire un graffio… E poi aveva poteri taumaturgici… e passava pure in mezzo alle fiamme (episodio avvenuto durante un incendio) tanto da guadagnarsi l’attributo di “ignifuga”. (Immagino che la Croma, per essere da noi apprezzata, come minimo dovrà fungere anche da pompiere… )

Ora devo dire che il nuovo acquisto esternamente non mi piace affatto (anche se solitamente apprezzo le station-wagon) ma all’interno mi ha fatto ricredere. Questo nuovo esemplare è stato da me battezzato come “i muglitto” che in dialetto setino indica una tipo di pane lungo come uno sfilatino, un po’ tozzo fatto con la farina integrale (analogia accentuata dal colore grigio caldo della macchina).

A presto la valutazione delle prestazioni.

Costanza in Provenza

 E’ finalmente stabilito in via ufficiale.

 Dal 14 al 21 agosto stanzierò nella Francia del Sud tra Savoia, Provenza e Camargue.

Era da tempo che sognavo di fare questo viaggio perchè proprio lì mi aspettano due cose che adoro:

il Medioevo e la lavanda.

Notte bianca 2008

Udite udite: anche la civiltà setina quest’anno per la prima volta si appresta ad accogliere una

UAIT NAIT

termine con duplice accezione: la classica “white night” ma anche martufellianamente “uai nait” (tradotto dal sezzese: “vai notte!”)

Riporto il programma:

11 agosto

Ore 21.30 – Centro Sociale “U. Calabresi”
Il diavolo e l’acqua santa, con Enrico Brignano e Giorgio Albertazzi
Dalle 22.30 - Anfiteatro: I Torneo Beach Soccer Setia 2008
Dalle ore 23.30 - Centro Storico: Spettacoli musicali
Piazza De Magistris: Duo jazz Caetani Onorato
Largo del donatore di sangue: 7 in condotta
Auditorium “S. M. Arcangelo”: Quartetto Rodrigo
Piazza IV Novembre:The CooKies e Blues Land Band
Piazza De Magistris: Mercatino Antiquariato e Oggettistica
Largo Buozzi: Apertura Antiquarium Comunale
Via Umberto: Apertura Museo del Giocattolo
Dalle ore 24.00 – Parco dei Cappuccini: Serata DJ offerta da RDS

Sur ponte levatoio

Oggi sono iniziate le prime escursioni nelle contrade limitrofe a quella setina.

Le ultime parole famose:

“Verso le 9:00 partiamo da casa, così è presto e facciamo tutto prima che si riscaldi troppo l’aria”

Ore 8,10: naturalmente eravamo già in macchina.

Si, perchè dovete sapere che noi siamo le cosiddette “anticipatrici”, anche a Viterbo se la circolare passa alle 17,10 state pur sicuri che 15 minuti prima siamo alla fermata sotto il sole cocente… rischiando di prendere anche la corsa precedente…

Andiamo allora all’abbazia di Valvisciolo (dato che a noi sono sempre stati tanto simpatici gli ambiti monastici)

Ora, arrivate alle 8,45 c’eravamo solo noi lì (oltre ad un monaco cistercense che stava innaffiando le piante).

Inutile soffermarci a descrivere le ben note suggestioni.

Seconda tappa: visita al paese di Sermoneta. Arrivate al castello alle 9,15 naturalmente non era ancora orario d’apertura, così abbiamo dovuto aspettare che si facessero le 10,00.

Accompagnate da una guida, che pensavamo fosse un manovale dato l’abbigliamento (con una sorta di maglietta bianca della salute), abbiamo iniziato la visita alla fortezza Caetani, con il gradito intrattenimento di due turisti ciociari e due vecchietti ben piazzati presumibilmente dei castelli romani.

Ogni soggetto si è rivelato più pittoresco dell’altro.

Il vecchietto grida alla moglie (mentre passavamo nei cunicoli tra scale strettissime e soffitti bassi): “Attenta alle corna!!!” oppure nelle camere da letto “Anvedi! Ce sta er bardacchino! Il letto che te piace tanto a te!”

E poi gli squilla il cellulare sul ponte levatoio: “Ao! Lo sai andò sto? Sto ar castello de Sermoneta sur ponte levatoio! Tanti saluti! Ce vedemo… ciao”

Così si è conclusa la nostra prima escursione. Insomma alla fine di menestrelli intrattenitori ce ne sono tanti anche oggi (e noi possiamo dire di conoscerne abbastanza… e di tutte le età…)

S.P.Q.V.

Costanza, appena tornata dal soggiorno verulano, vi sta scrivendo accanto alla propria dama di compagnia che ha deciso di intrattenerla per qualche giorno nelle contrade dell’Agro.

Come in ogni trasferta nei loca solaciorum si deve stilare un resoconto sulle suggestioni maggiormente rilevanti:

. Accoglienza da parte di menestrelli varii, zompettanti, in apertura dei Fasti

. Esperienza di immedesimazione nei ruoli di “Le tre pettegole della Civerta”, con la gentile collaborazione di Giorgia e Monia

. Strani esemplari di donzelle in letargo che ogni tanto suonano ciufoli svegliando i nervi delle proprie sorelle desiderose di andare in letargo anche loro…

. Accompagnatrici verolane dal “fascino tunisino”

. “Fastosi” banchetti ciociari con a capotavola la Domina

. Antichi itinerari percorsi tra Ghiese, borghi medievali, rocche, mura, dogane (!), con alti momenti di concentrazione intellettuale e interpretazioni storico-artistiche

. Esemplari pittoreschi quali Piazmen: macchietta del paese che gira con una macchina dalla quale escono tutte bandiere rosse e gialle (i colori di Veroli) e vari slogan perchè vuole che Veroli diventi una repubblica autonoma come San Marino

Bon Roll ChiAIA

Oggi vado a trovare Jheany e la Pansè. Prendo la circolare perchè purtroppo non ho la macchina a disposizione.

Ore 14:18, caldo bestia e tanta ma tanta voglia di inverno.

Salgo sulla circolare, autista di buon umore, aria condizionata, partiamo pure puntuali, io unica passeggera.

Ad un momento, fatti appena 500 m, lui da fischiettante qual’era esclama improvvisamente:

“Ca**o!”

Segue bestemmia che non riporto 

“La gomma”

Penso: “Ti pareva, una volta che la piglio io si bucano pure le ruote”

Lui inca**ato nero sbatte violentemente la portiera a scorrimento ed esce sotto il sole cocente.

Si avvicina ad un muro dalla superficie ruvida. Non alla ruota.

Penso :”Forse non gli prenderà il cellulare” (credendo ingenuamente che stesse telefonando alla società per far giungere un veicolo sostitutivo…)

Arrivato al muretto cosa fa? Inizia a sbattere la suola della scarpa.

Tutto questo show per una semplice gomma da masticare appiccicatasi sotto il tacco della sua scarpa.

                                                                                                              

Che poi (per rimanere in tema) io quando inizio a masticare gomme non smetto più, una tira l’altra (soprattutto quando sono alla liquirizia) e 1 e 2 e 3 e 4 e 5… e sono talmente pigra che non mi va di buttarne una quando metto in bocca l’altra nuova.

Così mi si forma un polpettone da ca. 1 kg e 1/2 in bocca. (… che poi al liceo eravamo specializzate nel modellarlo sulla lingua creando durante la ricreazione vari modelli inventivi di competizione: mutandone della nonna, tanga, perizomi…)

Oggi ho superato ogni limite… avrò formato un bonroll con 9 gomme. A risentirne sono state le mie mandibole, attive per 3 ore ca.

Ho ancora i crampi alle guance.

Non vi preoccupate, non erano Vigorsol.

Domani si parte per Verule e domenica al ritorno Littleflowers sarà accolta (?) a sua volta in contrade nemiche.

Ciociaria in festa

 

Dopo aver ricevuto un invito ufficiale da parte di Georgette Littleflowers vi annuncio la mia imminente trasferta:

venerdì, sabato e domenica, in occasione dei Fasti Verulani, soggiornerò presso la dimora di Lady Carpisa a Veroli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi finalmente sono tornata sulle orme della mia gens a Subiaco (come è noto la mia famiglia è stata sempre itinerante e multietnica  e mio nonno paterno è sublacense anche se abita a Tivoli).

Prima tappa monastero di Santa Scolastica. E’ l’unico monastero superstite dei 13 fondati da San Benedetto nella Valle dell’Aniene. E’ rimasto poco della costruzione originaria ma sono splendidi i tre chiostri: quello cinquecentesco, quello gotico e quello cosmatesco.

Poi finalmente il Sacro Speco che si è rivelata una bomboniera medievale. Lo stato di conservazione è abbastanza buono e poi, in un ambiente così raccolto e non sommerso da orde barbariche di turisti, rimane solo l’imbarazzo di scegliere la prospettiva migliore per godere del tutto (ammesso che ce ne sia una).

Come è noto nei monasteri ci sono ambienti gestiti dagli stessi monaci con funzioni di erboristeria/farmacia omeopatica/botteguccia di prodotti proprii che vendono un po’ di tutto: infusi, tisane, vari toccasana, liquori, miele, grappe, limoncelli, saponi, unguenti, lassativi, creme… e naturalmente non poteva mancare la crema anticellulite!

Quando parlano le dune

Prima 1/2 giornata di mare.

Ma chi è quella?

  • che si è andata a sdraiare sull’asciugamano inconsapevole che ci fosse sotto un giornale, cosicchè tornata a casa si è accorta di aver mezza pagina stampata sulla schiena
  • che quando si mette la crema le si mescola con quel po’ di sabbia che rimane attaccata e quando se la spalma fa un effetto scrub/dentifricio mentadent ai microgranuli che a volte provoca graffi simil attacco felino
  • che è stata l’80 % del tempo col culo a mollo (e tutti i bambini invidiosi perchè le mamme non li mandavano) hhhh!!!
  • che ora sembra una bottiglia di Sheridan’s dato che le piace prendere il sole (il 20% del tempo che rimane fuori dall’acqua) solo di spalle
  • che andata un po’ a largo alle 8 e 15 di mattina, non essendoci nessuno a fare il bagno e pensando  dunque di essere inosservata e soprattutto inascoltata, si ritrova vicino alla boa a canticchiare la canzone di Cristicchi “l’ombrellone te lo ficco nel c**o e il gelato…” quando poi invece ad un metro di distanza si trova un vecchio con la maschera da sub che la sta ascoltando (in quel momento è scesa in apnea…)
  • che rendendosi conto di chi aveva accanto ha ringraziato il cielo che fosse a Sabaudia e non a Latina dove al posto del signore avrebbe trovato più facilmente un tampax
  • che ha sentito la testimonianza dell’esistenza di ermafroditi umani: la vicina di ombrellone dice che l’amica “si è messa incinta” (interessante come cosa… vorrebbe approfondire l’argomento… ora le donne la materia prima se la procurano da sole…)
  • che si ritrova come vicini d’ombrellone due categorie principali di gente:

        A) Nonni con bambini cacaca**i che passano il tempo a fare castelli ai nipoti (si divertono più di loro)

        B) La cosiddetta categoria delle “prugne secche/uvetta passa”, cioè ultracinquantenni nere abbrustolite max. di taglia 38 con una retromarcia per petto rinsecchita e un filointerdentale per costume. Che dal 1 giugno sono a Sabaudia in villeggiatura a fumare e squadrare la gente che passa (oltre naturalmente ad acculturarsi con “Novella 3000″). Attenzione però che da quest’anno c’è stata la rimpatriata anche dei “prugni secchi”, decrepiti abbrustoliti che scrutano le varie bertucce sessantenni in riva al mare

  • che si perde l’elastichetto per i capelli in mezzo al mare così ha dovuto sfilare per le vie del paese (tornando a casa) come la sorella di Robinson Crusoe
  • che per un altro giorno almeno (come di routine) nonostante i lavaggi (perchè ogni tanto anche lei si lava!) continuerà a produrre sabbia dall’ombelico e da altri interstizi…
  • che se non si sbriga ad andarsene al letto casca morta di sonno davanti al display del pc… (tipico abbiocco dopomare)

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